Se qualcuno non avesse ancora ben chiaro il concetto di “americanata”, potrebbe ricorrere alla visione di questo film ed ogni suo dubbio verrebbe immediatamente dissolto. Le caratteristiche del “genere”, se così lo si può definire, ci sono tutte, prima fra tutte l’esilità della trama: Bella, un’adolescente che vive con la madre ed il suo nuovo marito in Arizona, decide di trasferirsi dal padre a Forks, piccola cittadina nello stato di Washington. Ambientarsi al clima uggioso e ai nuovi compagni di scuola non è facile per lei, ma ben presto conosce Edward, un ragazzo considerato dalle coetanee tanto bello (de gustibus non disputandum est) quanto scostante. Inutile dire che i due s’innamorano. Peccato però che il belloccio della scuola sia un vampiro, anche se “vegetariano” (sic). L’assurdità della storia, è vero, dovrebbe essere imputata principalmente a Stephanie Meyer, autrice dell’omonimo libro da cui è tratto il film, ma pare che qui venga fatto di tutto per accentuare i difetti del classico romanzetto per teenagers. Ne risulta un film raffazzonato la cui banalità fa cadere le braccia scena dopo scena. A sentire certi dialoghi, in particolare le melense parole fuori campo della protagonista, viene da rimpiangere la gloriosa epoca del cinema muto. Come se non bastasse, lo spazio lasciato libero dalle superficiali battute dei protagonisti è riempito da una colonna sonora fracassona e che poco si confà sia ad un film d’amore che ad un horror, generi che la regista vorrebbe amalgamare senza mai riuscirci. Il risultato è infatti un mostro (è questo allora il vero aspetto horror del film) in cui prevalgono le caratteristiche tipiche dei cosiddetti “teen movie”. Ecco che fa capolino, per esempio, il classico ballo di fine anno (ne sentivamo la mancanza), con tutto il corredo di lotte per accaparrarsi un partner, estenuanti prove di vestiti e via discorrendo. Il tutto sarebbe ancora sopportabile se i protagonisti non fossero così inguardabili. Kristen Stewart non sa fare altro che produrre un’unica smorfia di disgusto che le dà un aspetto ancor più temibile dei vampiri. Robert Pattinson, dal canto suo, ce la mette tutta per rendersi il più antipatico possibile a suon di sguardi torvi e movimenti nevrotici. I due condividono, oltre all’affabilità del carattere, un colorito cadaverico su cui risalta una bocca sinistramente rossa, per cui viene da chiedersi se entrambi non siano stati ingaggiati dal qualche marca di cosmetici.
Il film contiene parecchie scene “cult” per un’eventuale classifica de “Il peggio del peggio”. Prima fra tutte, la partita di baseball con tanto di temporale incombente: montaggio da videoclip, tutine aerospaziali e sguardi luciferini lanciati dalla banda nemica di vampiri. Non è da meno il momento dell’entrata in scena della famiglia Cullen, in cui non si capisce quali siano i genitori e quali i figli.
Tuttavia, la classifica è ancora aperta e potrebbe riservare delle sorprese: per la gioia delle teenager è in arrivo il seguito, New Moon, diretto da Chris Weitz, il regista de La Bussola d’oro (poveri noi). Data l’ambientazione in parte toscana, ci attendono gustosi stereotipi a base di pizza, spaghetti e mandolino, malgrado la dieta “particolare” dei vampiri.
- Anno: 2008
- Nazione: Stati Uniti
- Titolo originale: Twilight
- Regia: Catherine Hardwicke
- Sceneggiatura: Melissa Rosenberg
- Musica: Carter Burwell
- Cast: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Billy Burke, Nikki Reed, Ashley Greene
- Distribuzione: Eagle
- Durata: 1h e 50’

