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Stephenie Meyer: I primi due romanzi (Twilight, New Moon)

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          La città piovosa di Forks è lo scenario perfetto di questa saga che appassiona, toglie il fiato e trascina in una lettura “febbrile”. Bella, l’eroina femminile è un’adolescente “normale”di aspetto, una bellezza acqua e sapone che fa da contrasto in maniera beffarda ad un destino verso il quale è vertiginosamente sospinta: una simbiosi con l’”anormalità” e la perfezione della bellezza. 
          Twilight (2005), inizia con una rivelatoria citazione dalla Genesi” Ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perchè, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti” Si dipana un’incredibile storia sulle tracce delle leggende ormai dimenticate in qualche angolo polveroso delle cantine del mondo: i “ Freddi “ o Vampiri in Twilight, e in New Moon (2006), i lupi mannari, nemici dei precedenti. Un’idea felice per la Meyer che rimette in scena in una nuova veste i canini affilati sui volti perfetti di cera e pleniluni evocativi.
          Il lettore viene travolto da sensazioni stupende perchè magistralmente descritte, chiaramente tutto nel contesto che si viene a raccontare, il freddo della umida cittadina come una costante nei libri della Meyer ed il carismatico tocco gelido delle mani del sublime Edward che ha letteralmente “stregato” adolescenti e giovani donne!“..Mentre parlava, mi prese la mano per fermarmi. Le sue dita erano fredde come il ghiaccio, come se prima di entrare in classe le avesse tenute dentro un cumulo di neve. Ma non fu per quello che mi staccai subito dalla sua presa. Quando mi aveva toccato, avevo sentito quasi una fitta alla mano, come fossimo stati percorsi da una scintilla di corrente elettrica.” In questo passaggio la mano di Edward, tocca i sensi del lettore, e l’autrice dimostra le sue migliori capacità di coinvolgerlo.
          Un amore quello tra Bella e Edward tanto bello, travolgente, quanto ideale; un’iperbole di emozioni. Un amore estremo ma che rende a mio parere benissimo il significato più profondo e più vero dell’essere innamorati nella sua essenza più straziante e trasferisce tutta quell’energia positiva che sprigiona fino ad essere lacerante, fagocitante. Essere innamorati significa (nella sua manifestazione estrema) avere sete e fame dell’altro. E’ una reazione a catena di elettricità e tumulto interiore che in questa storia diventa gioco molto pericoloso. E l’allontanarsi per poi riprendersi, l’allontanarsi per ritrovarsi invischiati sempre più in situazioni estreme.
          I libri risultano essere scorrevoli articolati in un lessico non impegnativo alla portata di tutti ma che hanno il merito di farsi leggere e non trascurano al suo interno descrizioni molto dettagliate dei paesaggi ed il profilo psicologico dei suoi personaggi. Le evoluzioni interiori dei personaggi della Meyer conducono il lettore attraverso i labirinti più o meno cupi della mente e ne viene fuori una felice capacità di dare pieno risalto alle caratteristiche di ciascuno.
          Prossimo all’uscita il film di New Moon sarà un altro successo commerciale come lo è stato Twilight, ma la trasposizione cinematografica non rende a mio parere fedelmente l’intento letterario della Meyer.
          Concludo con la premessa di New Moon come un emblema al seguito del fortunato Twilight: “Queste gioie violente hanno fini violente. Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco, Che si consumano al primo bacio. Romeo Giulietta, atto II, scena VI.
          Quale altra citazione se non questa tratta dalla tragedia più celebre al mondo può rendere merito allo sforzo letterario della Meyer?

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