Secoli fa, i Maya avevano già previsto che il mondo sarebbe finito esattamente il 21 dicembre 2012; in seguito Roberto Giacobbo si è incaricato di spargere la voce scrivendoci sopra un libro e, infine, Emmerich ha preso la palla al balzo per farne un disaster movie da brivido e riscattarsi dopo il flop dell’inguardabile 10 000 A.C. Come ogni film catastrofico che si rispetti, anche 2012 segue uno schema ben preciso: lo scienziato geniale di turno, in
questo caso un geologo che lavora per la Casa Bianca, scopre, grazie all’aiuto di un amico indiano, che sul sole si stanno verificando anomale eruzioni e che il bombardamento di neutrini cui è sottoposta la Terra sta determinando il surriscaldamento del nucleo terrestre, con il conseguente disfacimento della crosta terrestre. Nel frattempo, un padre divorziato porta al parco di Yellowstone i pargoletti e si ritrova, guarda caso, nel bel mezzo di un segretissimo centro di studi sul fenomeno, di cui la popolazione continua ed essere tenuta all’oscuro, mentre sulle montagne del Tibet si stanno costruendo delle futuristiche “astronavi” per i capi di stato del mondo e per chiunque sia disposto a pagare un miliardo di euro per mettersi in salvo.
I cliché del genere ci sono tutti, a cominciare dalla classica combinazione di personaggi già visti in migliaia di film, come il padre in conflitto coi figli, questa volta ancor più sfortunato perché si ostina a scrivere libri che nessuno compra. Non poteva mancare la figura del presidente degli Stati Uniti, anche se, in tempi di politically correct, non poteva non essere nero, in linea con l’era Obama. Sul fronte opposto, troviamo schierati un arrogante tycoon russo, in coppia con una connazionale che, salvo l’accento slavo di rigore, è Paris Hilton sputata, cagnolino compreso.
Ma veniamo all’aspetto fondamentale del film, vale a dire il tourbillon di catastrofi che Emmerich mette in scena con ostentato compiacimento. Sembra proprio che il regista voglia intimidire chiunque volesse d’ora in poi arrischiarsi a girare un disaster movie, tanto 2012 si presenta come una summa di qualsiasi film catastrofico passato. Tra tsunami, terremoti, eruzioni vulcaniche, surriscaldamento del nucleo terrestre e innalzamento dei mari, non c’è cataclisma che Emmerich non lesini allo spettatore. Di conseguenza, il film appare come un collage dei cult del genere, da Dante’s Peak a Volcano, passando per Deep Impact, Poseidon, Titanic, The Core e, ovviamente, L’alba del giorno dopo, dello stesso Emmerich, per non parlare dei vari 007. La novità, se mai di novità si possa parlare per uno dei generi più stereotipati del cinema, sta nell’accumulo esagerato di disgrazie, che supera ogni aspettativa e va ben al di là del verosimile, sconfinando nel ridicolo, territorio su cui Emmerich non sembra affatto dispiaciuto di cimentarsi. Il lato comico, infatti, affiora in numerosi punti del film e l’elenco sarebbe interminabile. Basti ricordare alcune perle di pura comicità, involontaria o meno: la scena della fuga in limousine, tra grattacieli e strade in frantumi; il sacrificio del presidente del consiglio italiano, il quale decide di darsi alla preghiera con la famiglia (sic); gli elefanti e le giraffe trasportate in elicottero attraverso l’Himalaya; l’incontro salvifico della famigliola americana tra le sperdute montagne tibetane.
Eppure, malgrado l’inverosimiglianza, le situazioni trite e l’affastellamento di ogni flagello possibile e immaginabile, risulta impossibile addormentarsi. E ad Emmerich si perdona tutto: almeno non ha pretese scientifiche.
- Titolo originale: 2012
- Nazione: Stati Uniti/Canada
- Regia: Roland Emmerich
- Sceneggiatura: Roland Emmerich, Harald Kloser
- Cast: John Cusack, Amanda Peet, Thandie Newton
- Fotografia: Dean Semler
- Montaggio: David Brenner, Peter S. Elliot
- Musiche: Harald Kloser, Thomas Wander
- Produzione: Centropolis, Farewell Prod., Mark Gordon Company
- Distribuzione: Sony
- Durata: 2h e 38’
- Data di uscita: 13 Novembre 2009










