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Avatar (James Cameron, 2009)

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avatar-2010 Cos’è Avatar, se non l’ennesima variazione sul tema del bene contro il male?
Stavolta la singolar tenzone ha luogo su un pianeta immaginario che porta un nome significativo: Pandora. Nel 2154, gli esseri umani (anzi, gli americani, che tanto è la stessa cosa) vanno alla conquista di altri pianeti per sopperire alla carenza di materie prime sulla Terra. In particolare, il sottosuolo di Pandora è ricco di giacimenti di unobtanium, minerale fondamentale per la tecnologia. Tuttavia, i nuovi arrivati devono vedersela con i suoi abitanti, i Na’vi, con l’ambiente ostile e con l’atmosfera del pianeta, nel quale l’uomo riesce a sopravvivere solo indossando maschere o agendo attraverso un Avatar, vale a dire un alter ego creato a partire dal DNA dei nativi e degli umani: controllato a distanza dal un umano, ha l’aspetto di un Na’vi. Jake Sully, il protagonista, è un ex marine che ha perso l’uso delle gambe. Dato che suo fratello gemello, uno scienziato, è morto durante una rapina, accetta di prendere il suo posto e di adottarne anche l’avatar. Il suo compito sarà quello di infiltrarsi tra i Na’vi, per conto del colonnello Quaritch, e di riuscire a convincerli ad abbandonare il loro villaggio, posto proprio sopra il più grande giacimento di unobtanium. Inutile dire che l’umano finirà per passare dalla parte dei Na’vi, mettendosi contro i propri superiori. Ancor più inutile, poi, dire che è la scintilla che scocca tra l’avatar del protagonista e una indigena a far cambiare idea al marine.Sin dall’inizio s’intuisce che il finale non potrà che essere felice, ma quanto penare! Lo spettatore deve prima sorbirsi quasi tre ore d’inseguimenti, battaglie, traslochi da una stazione all’altra, voli in elicottero o su bestie simil-pterodattilo, collegamenti e scollegamenti ad avatar, e chi più ne ha più ne metta. Si sta sulle spine, eccome, per la sorte dei poveri Na’vi, ma mai happy ending è stato più agognato. Qualche prolissità poteva essere evitata soprattutto nella prima parte, mentre la seconda si fa più avvincente, grazie anche alla spettacolarità delle immagini. Sulla rappresentazione della natura lussureggiante e selvaggia di Pandora, infatti, nulla si può dire, anzi: è una meraviglia per gli occhi e forse le visionarie immagini delle montagne fluttuanti di Pandora, dell’enorme albero-casa e dell’albero delle anime sono quelle che restano più impresse nella memoria. A questo punto, viene da chiedersi cosa resti, se si elimina il contorno di strabilianti effetti speciali. La storia, si diceva, non ha niente di originale. C’è molto di Balla coi lupi, di Pocahontas e di Mission, per citare solo tre degli innumerevoli film sul tema dello scontro tra colonizzatori crudeli da una parte e indigeni inermi dall’altra. Come sempre, la nostra simpatia va ai secondi, giustamente, e il finale ci rincuora, anche se difficilmente nella realtà va a finire così.
Essendo un film essenzialmente di fantascienza, non può non venire in mente un classico del genere – Guerre Stellari, cioè – vedendo gli strani robot usati dai cattivi per combattere nell’ambiente ostile di Pandora. Cameron, però, è debitore a Lukas anche per la scena della battaglia finale, tra elicotteri futuristici e Na’vi in volo su bestie preistoriche, le quali, per inciso, faranno contenti gli appassionati di Jurassic Park. La trama stessa del film, inoltre, è quanto di più adatto possa esserci per istituire un paragone con la realtà, sia passata che presente. Per la ferocia inaudita con la quale gli umani distruggono il paradiso naturale di Pandora, Avatar si rifà al film sulla guerra del Vietnam per eccellenza, Apocalypse Now, senza contare che il colonnello Quaritch, per antipatia e look, sembra ricalcato sul personaggio del colonnello Kilgore del film di Coppola.
Insomma, Avatar altro non sembra se non un furbissimo collage di film già visti. Non si capisce, quindi, perché Cameron sia rimasto così deluso per aver vinto solo tre Oscar: in fin dei conti, altri li hanno già vinti per lui.
  • Titolo originale: Avatar
  • Regia e sceneggiatura: James Cameron
  • Anno: 2009
  • Nazione: Stati Uniti
  • Cast: Sam Worthington, Zoë Saldaña, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Stephen Lang
  • Fotografia: Giovanni Fiore
  • Durata: 162’
  • Uscita: venerdì 15 gennaio 2010

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