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Bonazza M., Il Pampapato ferrarese, 2005 - Dolciore a Ferrara

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Bonazza, Il pampapato Mirna Bonazza, Il Pampapato ferrarese, Ferrara, Edisai, 2005, pp. 99, € 14,00
Un interessante viaggio in una area di origine, piacevolmente fruibile sia dal lettore ferrarese che dal lettore/turista curioso del folclore cùlto.
Non a caso, questo libro ha il seguente sottotitolo: “Leggende e storia di un dolce peccato di gola”. La forma caratteristica di questo ricco dolce al cacao, ricorda il copricapo a papalina, per meglio dire a calotta o a zuccotto, una sorta di omaggio al copricapo del clero. Dal 1598 al 1859 l’impronta pontificia, in alcuni periodi alquanto detestabile, lasciò il segno indelebile nella tradizione culinaria ferrarese.
D’origine conventuale, infatti, la ricetta. Le note spezie, ingredienti di questo dolce detto anche Pan del Papa, erano parte delle elargizioni che la Corte degli Este concedeva alle monache Clarisse del monastero del Corpus Domini.
E’ da considerarsi degno di nota nel pacchetto offerto per questo viaggio l’incursione nella convivialità della Corte degli Este grazie alla passeggiata storica fornitaci dall’autrice.
Periodicamente l’attenzione al patrimonio culturale accantona ciò che può apparire come manifestazione di arretratezza. Per poi riaccendere l’entusiasmo nel revival. Si pensi ai malandati casolari ristrutturati divenuti teatro del buon mangiare e del buon bere sulla strada della riqualificazione del territorio. Oppure, una moda consiglia di lucidare vecchi ottoni tanto da far risplendere romanticamente angoli dimenticati. Per illuminare, quasi come una moderna insegna, ciò che è stato e ciò verso cui ci si dirige.
Di insegne, anche in questo viaggio se ne trovano.
Si trovano lungo il percorso della ricerca. Luoghi di repertorio, del così sono andate le cose che si aprono improvvisamente su piccoli slarghi, in cui non si sosta, se non saltuariamente.
Così, muovendo i passi su vie lastricate di cubetti, quelle che colpirono da sempre i viaggiatori approdati nella nostra bella Ferrara, ci si può trovare a pensare, ad esempio, al Luogo/tema della monacazione forzata, e, ritrovarsi talmente ispirati, una volta rientrati a casa, da cimentarsi nella propria cucina ad impastare mandorle, pinoli, canditi nonché quanto suggerito dalle preziose ricette sul pampapato regalate da questa chicca libresca.
Note biografiche (dalla 4a di copertina-aletta)
Mirna Bonazza vive e lavora a Ferrara, la sua città. Coltiva interessi rari e preziosi, dedicandosi ai manoscritti dell' autunno del Medioevo e a quelli del Rinascimento, alle miniature e alle scritture antiche, ai copisti e ai filologi d'età estense. Ama i libri e cura in particolare i codici della Biblioteca Ariostea, per i quali coniuga felicemente la sua passione paleografica con gli strumenti informatici, la codicologia con la telematica. Nei suoi interessi personalissimi v'è la cioccolata nonché il dolce di tradizione ferrarese che di cioccolata è fatto, il pampapato, immeritamente un po' trascurato dalla letteratura di specialità e posto in ombra da altre creazioni d'arte cioccolatica quali, per esempio, la viennese Sacher Torte. Di là dall'imperiale e arcinota torta absburgica, Mirna Bonazza illustra i pregi e i sapori dell' arte cioccolatica a Ferrara, città di pianura, sospesa tra terra e acqua, d'atmosfera nebbiosa nella quale la cioccolata irrompe col suo profumo denso e inebriante.

La scheda di Antonella Chinaglia

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