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Houellebecq M., Piattaforma, 2001

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houellebecqm-piattaforma Michel Houellebecq, Piattaforma. Nel centro del mondo, Milano, Bompiani, 2001, pp.  301, € 16,53
Malgrado il titolo, il secondo romanzo di Houllebecq (il primo è Le particelle elementari, del 1999), pubblicato nel 2001, non è ambientato su una piattaforma petrolifera, bensì tra Parigi e la Thailandia.
Diviso in tre parti, il libro narra la discesa agli inferi di un uomo di mezza età: dopo la morte del padre, con il quale non ha mai avuto un rapporto molto profondo, Michel, dipendente del ministero della cultura, parte per una vacanza in Thailandia, mecca dei turisti occidentali alla ricerca di quel piacere che le loro connazionali sembrano non poter più dare. Sennonché il cinico protagonista  conosce Valérie, dipendente del tour operator Nouvelles Frontières, in viaggio per verificare l’efficienza del servizio. Al ritorno a Parigi, i due continuano a frequentarsi, fino ad andare a vivere insieme, e Michel constata che Valérie non è affatto come tutte le altre donne occidentali. Insieme decidono di creare nelle mete del turismo sessuale una catena di villaggi turistici. Tutto filerà liscio fino a quando, durante il secondo viaggio in Thailandia per inaugurare un villaggio, avrà luogo la tragedia. Inutile dilungarsi sulla trama, che tuttavia è alquanto esile e potrebbe risolversi in una sessantina di pagine al più.
C’è chi vede in Piattaforma una severa condanna del turismo sessuale, ma in realtà sembra di trovarsi di fronte a una vera e propria apologia di questa pratica, visto che il protagonista, durante il primo soggiorno a Tropic Thaï, nota con quanta devozione e piacere le giovani del posto accontentino i turisti occidentali, i quali spesso arrivano a sposarle. Non si dovrebbe confondere l’autore col personaggio, se non fosse che quest’ultimo si chiama proprio come lo scrittore e che la copertina dell’edizione francese presenta una sua fotografia a tutta grandezza. Come in tutti gli altri romanzi di Houellebecq, c’è quel gusto della provocazione che tanto giova alle vendite, e il più recente La possibilità di un’isola ha suscitato polemiche anche maggiori. Qui le invettive contro i musulmani sono ancora contenute e a scandalizzare sono più che altro le centinaia di pagine, a dire il vero piuttosto ripetitive, dedicate agli incontri amorosi, per usare un eufemismo, tra Michel e Valérie, tolte le quali non resterebbe che uno snello libercolo. Quel che non è pornografico, è didascalico e l’impressione che si ha alla fine è quella di un gran collage di perversioni sessuali appiccicato su una trama prevedibile e inconsistente. Si salva appena il finale, con la descrizione della feccia umana che popola Pattaya Beach. A spaventare è lo stile crudo e cinico utilizzato nelle invettive contro i musulmani, ma c’è da capirli se si ribellano contro quell’orda di vacanzieri occidentali che affolla i villaggi turistici, non – luoghi dove tutti fanno finta di divertirsi.
Cosa c’entra, allora, la piattaforma del titolo? Indica ciò che si sente il protagonista, che avverte di essere diverso dagli altri per il suo rifiuto del conformismo, ma alla fine resterà solo e isolato, proprio come una piattaforma in mezzo al mare. Una spiegazione così arzigogolata, tuttavia, stona per un romanzetto tanto inutile e pretenzioso, che sarebbe passato inosservato se non fosse così astiosamente provocatorio.

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