
Il grande nemico di sempre -alter ego di Harry Potter (Daniel Radcliffe)- Lord Voldemort (Ralph Fiennes), è sempre più forte. Il Ministro della Magia, Cornelius Caramell, mette in dubbio persino lo stesso Silente e a ben poco vale l'allarme lanciato dopo l'attacco dei disennatori ad Harry ed al cugino, salvati dall'incantesimo Patronus. Per questo il nostro “maghetto” -ormai alla soglia dell'età adulta- viene portato davanti all'alto tribunale dei maghi con la prospettiva di essere espulso dalla scuola ed emarginato dalla comunità magica per uso della magia da parte di un minorenne di fronte ad un babbano. Il piano di Voldemort viene sventato -ancora una volta- dal proverbiale intervento di Silente ed Harry viene nuovamente ammesso a Hogwarts. In questa fase -il nostro “eroe”- viene in contatto con l'Ordine della Fenice -un gruppo di cavalieri magici avversari di Voldemort- ossia un altro segreto che in qualche modo lo riguardava, ma di cui non era stato messo a conoscenza.
Quinto film della serie Harry Potter, tratto dal libro omonimo della scrittrice Rowling Joanne K., un ennesimo sequel -ancora una volta introduttivo della prossima puntata- che ci accompagnerà per mano verso le prossime avventure, almeno due entro il 2010.
“Harry Potter e l'Ordine della Fenice”, tanto per confermare i precedenti, è un lungometraggio lento, pochi colpi di scena e tendenzialmente cupo. In ogni modo, un crogiolo di nuove sfide, di passioni, di amori, di tradimenti, di sofferenze, di lealtà, di fiducia, e molto altro all'insegna dei grandi sentimenti, tanto grandi da rasentare l’ovvietà e la banalità, almeno per gli spettatori meno giovani e all'oscuro della trama contenuta nei libri della Rowling. Un film pieno di piccole o grandi citazioni, dalle atmosfere ai dialoghi, dalla saga di “Guerre stellari” a quella de “Il Signore degli Anelli” al telefilm “Doctor Who”, e le novità dove sono rimaste?
Attori, comunque, dalle prestazioni insipide e troppo legati ai personaggi dei libri; in altre parole, ben calati in quel contesto perché già pienamente collaudato.

